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AUGUSTO RIVALTA

(Alessandria, 1837 - Firenze, 1925)

 

Lotta di due donne nude, 1895 circa

Scultura in bronzo, altezza cm 49, lunghezza cm 33, larghezza cm 25

Rivalta fu uno dei grandi Maestri della scultura a cavallo tra il XIX e il XX secolo, Professore del Collegio Accademico delle Belle Arti di Firenze dal 1870.

La “scena mitologica” della Lotta di due donne nude di Augusto Rivalta non deriva da un mito antico, ma è una invenzione allegorica ottocentesca in stile mitologico, che richiama la forza, la bellezza e la tensione delle figure classiche.

La critica dell'epoca la interpretò come una "lotta morale": Virtù contro Passione, Ragione contro Istinto, oppure, più genericamente, una contrapposizione delle forze vitali e spirituali dell'essere umano.
Queste allegorie erano tipiche dell'estetica ottocentesca, che univa il classicismo accademico (corpi idealizzati, nudità eroica) a una nuova sensibilità romantica e psicologica.
Una versione in bronzo si conserva oggi presso la Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti, Firenze.
L'opera fu esposta con successo alle Esposizioni Nazionali e Internazionali di
Belle Arti di fine Ottocento, suscitando interesse per la sua forza plastica e il suo “realismo drammatico".

La nudità femminile, pur ispirata all'arte antica, è qui carica di energia fisica e tensione emotiva, non semplicemente decorativa.
"Lotta di due donne nude" di Rivalta è una scena allegorica mitologizzante, dove il linguaggio della scultura classica viene usato per esprimere una tensione universale e psicologica, non un episodio tratto dai miti greci o romani.
È una delle opere più rappresentative del verismo simbolico della scultura italiana di fine Ottocento.