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ORFEO TAMBURI

Orfeo Tamburi

(Italian, 1910-1994)

Orfeo Tamburi (Jesi, 1910 – Parigi, 1994) è universalmente celebrato per la sua pittura dai toni caldi e le sue vedute urbane, eppure la sua carriera nasconde un’incursione nel mondo della scultura che, sebbene limitata nel tempo, rivela un’interessante ricerca volumetrica. Questa attività meno nota si colloca principalmente negli anni '30, durante il fervore della sua formazione a Roma, quando l’artista esplorava il passaggio dal disegno alla forma tridimensionale influenzato dai contatti con la Scuola Romana e dai canoni dell'epoca. L’opera plastica più emblematica di questo periodo è "Ospitalità", concepita intorno alla metà del decennio e successivamente fusa in bronzo in varie versioni; in essa, Tamburi traduce il suo lirismo in figure stilizzate dalle linee pulite, quasi un preludio a quel rigore geometrico che avrebbe poi caratterizzato le sue architetture dipinte. Dopo il 1936, folgorato dal primo soggiorno parigino e dalla lezione di Cézanne, Tamburi decise di abbandonare quasi totalmente la materia plastica per consacrarsi alla tela e alla grafica, lasciando la sua produzione scultorea come una preziosa e rara parentesi giovanile in cui aveva cercato di "misurare" lo spazio non con il colore, ma con il peso e il volume.