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REMO BOMBARDIERI

Remo Bombardieri

(Brescia, 1936 - 2021)

Lo scultore bresciano Remo Bombardieri, nato nel 1936, ha rappresentato per oltre mezzo secolo una presenza significativa nel panorama artistico italiano e internazionale. Nel 1976, a quarant’anni, inaugurò la sua prima mostra personale, segnando l’inizio ufficiale di un percorso espositivo destinato a consolidarsi negli anni successivi.

Formatosi come allievo di Domenico Lusetti, dopo gli esordi divisi tra pittura e scultura scelse di dedicarsi pienamente a quest’ultima, individuandovi il mezzo più autentico per esprimere la propria ricerca. Il suo linguaggio, in costante evoluzione, si è sviluppato in un dialogo continuo tra figura e astrazione, mantenendo un equilibrio originale e riconoscibile. Questa tensione tra forma e sintesi gli ha consentito di affermarsi non solo in ambito nazionale, ma anche a livello internazionale.

La sua produzione, ampia e articolata, comprende migliaia di opere, testimonianza di una dedizione instancabile e di una solida competenza tecnica. Bombardieri ha saputo misurarsi con una vasta gamma di materiali — dal ferro al bronzo, dal legno agli impasti ceramici, fino alle vetroresine — trasformando ciascuno di essi in strumento espressivo, capace di tradurre in volume e materia la complessità del pensiero e della sensibilità contemporanea.

Tra le opere pubbliche più significative si annovera il monumento in ricordo dei deportati nei campi di sterminio nazisti, collocato in piazzale Cremona a Brescia e inaugurato nel 1982 dall’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Un lavoro di forte valore civile, che evidenzia l’attenzione dell’artista verso la memoria storica e il ruolo etico dell’arte nello spazio pubblico.

Padre dello scultore Stefano Bombardieri, a cui ha trasmesso passione e talento, Remo Bombardieri ha affiancato il figlio nel suo percorso di crescita artistica e professionale, contribuendo a creare un dialogo fecondo tra generazioni, nel segno della continuità e della ricerca.