Alberto Martini
(Italian, 1876-1954)
ALBERTO GIACOMO SPIRIDIONE MARTINI
(Oderzo, 1876 - Milano, 1954)
Nato a Oderzo dalla contessa Maria Spineda de Cattaneis e dal pittore Giorgio Martini, Alberto matura precocemente un talento grafico fuori dal comune. La sua formazione unisce il naturalismo del padre all’influsso dei maestri del Rinascimento nordico, come Dürer e Cranach, che Martini rilegge attraverso una sensibilità simbolista e inquieta.
La sua fama è indissolubilmente legata alla grafica a spunto letterario. Tra le opere giovanili di maggior rilievo spiccano le illustrazioni per il Morgante Maggiore di Pulci e, soprattutto, i centotrenta disegni per La secchia rapita di Tassoni, dove uno stile grottesco e rivoluzionario trasforma i personaggi in "soldatacci" espressionisti. Il vertice della sua poetica "oscura" viene raggiunto con le tavole per i racconti di Edgar Allan Poe (1905-1909), capolavoro di minuzia tecnica e introspezione psicologica, e con i cicli dedicati alla Divina Commedia di Dante, al Macbeth e all’Amleto di Shakespeare, oltre alle liriche di Paul Verlaine.
Sul piano espositivo, la carriera di Martini è segnata da una presenza costante alla Biennale di Venezia (a partire dal 1897), dove presenta cicli fondamentali come La corte dei miracoli e Il poema del lavoro. Grazie al sostegno del critico Vittorio Pica, la sua arte valica i confini nazionali: soggiorna a Monaco, collaborando con riviste d'avanguardia come Jugend, ed espone con successo a Londra (Leicester e Goupil Gallery) e Parigi. Proprio in ambito internazionale, la sua produzione si apre a nuovi linguaggi, come le cromolitografie di gusto Liberty e le raffinate sperimentazioni a pastello, tra cui i celebri ritratti della Marchesa Luisa Casati.
Figura di cerniera tra Ottocento e Novecento, Martini ha saputo tradurre in immagini la crisi dell'uomo moderno, esplorando l'onirico e il macabro con una lucidità tale da essere oggi riconosciuto come uno dei più diretti precursori del Surrealismo.